Grey my dear, what a wonderful anatomy!

lunedì, novembre 10, 2008

Una storia ti entra dentro cambiandoti l’umore se ha almeno uno di questi due requisiti: un plot avvincente e una narrazione esperta. Se la storia ha entrambe queste caratteristiche allora è speciale. Molte delle serie tv americane hanno almeno una narrazione (visiva in questo caso) perfetta e dunque, anche se gli eventi non sono interessanti la serie, nel complesso, lo è.

In questi giorni ho ripreso a vedere Grey’s Anatomy che, a mio parere, è un vero gioiello. Ritmi serrati con musiche che condiscono mirabilmente i sentimenti dei dialoghi (simpatici, ironici, profondi, complessi), storie che possono a volte essere patetiche, semplicistiche, assurde, strappalacrime, divertenti, ma che nelle inevitabili flessioni di interesse sono appunto portate agli occhi e alle orecchie del pubblico in maniera così esperta, liscia come se stessi vedendo un litigio di due tuoi amici di fronte ai tuoi occhi (e non riusciresti mai a distrarti), una narrazione così abile che tutto va giù. Nei momenti in cui le storie sono anche interessanti il sorso di anatomia non va solo giù, ma ti riscalda le fibre interne regalandoti emozioni. Sembrerà una frase banale ma la verità è che ciò che ti arriva va proprio a toccarti lì dove le sensazioni si formano e si mescolano.

Potenza, potere e delizia di un arte che è sempre, per me magia.

E’ vero, dipende molto dal gusto e dalla sensibilità personale. Eppure io sono convinto assersore della contromassima: de gustibus est disputandum. A volte la soggettività non c’entra.

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Sull’isola il 21 Gennaio

domenica, novembre 9, 2008

Leggo dal blog lostpedia che si torna sull’isola di Lost Mercoledì 21 Gennaio; alle 20 ci sarà un episodio di riassunto delle quattro serie, alle 21 il primo episodio della quinta e alle 22 il secondo, dunque una premiere di due ore, come dicono i bell’imbusti di oltreoceano. Beh, io ci sarò senza dubbio, anche se nel frattempo sto seguendo diverse altre serie di cui vi parlerò su queste pagine.

Ma perché sempre gli americani ci acchiappano in reti narrative così ben strutturate da non poterne più fare a meno? Non so se mi capite quando aspetto il nuovo episodio di una serie perché la giornata volga al positivo (non che abbia di che lamentarmi ma chiudere la giornata con una bella storia è sempre molto piacevole).

Come dice John Donne: “nessun uomo è un isola”.

Aggiungo che nessuna isola ha così tanti abitanti.


stretching

sabato, agosto 23, 2008

Bene, eccoci qui al dopo flessione: rilassiamoci…

Dicevamo di SURFACE: è una serie che basa la sua linea narrativa sulla scoperta di una nuova specie sottomarina che sembra progressivamente prendere possesso dei mari e minacciare l’intera umanità. Che cosa ha di bello? Unicamente, dal mio punto di vista, l’affascinante condizione di mettere in scena la possibile estinzione della razza umana: è un tema che da sempre mi affascina, e per quanti film e storie escano fuori, non posso fare a meno di ammirare questa possibilità, con passione, con paura ma anche eccitante speranza.

Forse perché ormai l’uomo è arrivato ad un punto di auto-distruzione che la sua estinzione non può che farci bene (farCI per noi che rimaniamo, mi ci metto anche io naturalmente), forse semplicemente sono un folle, o forse ho raggiunto un livello di misantropia pazzesco. Fatto sta che i vari “L’ombra dello Scorpione”, “28 giorni dopo”, “Io sono leggenda” mi appassionano sempre molto. E alla fine la storia è sempre quella!

Ad ogni modo, questo è l’unico carattere della serie che mi ha colpito e convinto ad andare fino alla fine (come accennavo la serie è stata ultimata ma non ha un seguito) e devo dire che termina in un modo stuzzicante che non vi svelo. Per il resto attori, dialoghi, situazioni, colpi di scena e coerenza interna sono da buttare via (perfino la locandina è brutta).

Chi l’ha pensata poteva forse farci un favore scrivendo semplicemente il racconto e vendendolo a qualcuno più talentuoso di lui.

Invece guardate MAD MEN, già da me altre volte pubblicizzato: sottile, intelligente, complesso, cupo. Da assaporare.

A presto, su questo blog che è consapevole di dovercela mettere tutta per continuare ad esistere!


la flessione

mercoledì, agosto 20, 2008

eccoci arrivati al primo punto di flessione fisiologico di ogni blog, quello in cui si decide delle sorti dello stesso: o naufraga nel mare del web, oppure si riprende, cioè l’autore lo riprende, e ne consolida la forma.

questo perché, come ogni cosa (la palestra, gli amici, il telefonino, la ragazza), la novità non è più tale e ci si accorge in quel momento se l’ex novità, ora quasi abitudine, può rinnovarsi e provare ad entrare nell’empireo delle “cose con importanza”.

Ci sono state le vacanze, per me poche, ma ciò non conta nulla. Spero che, mio piccolo blog che gode di vita propria, tu riesca a slanciarti e a crescere. Io ti do una mano.

Vi volevo parlicchiare di una serie tv che ho appena terminato di guardare. In America è andata in onda dal  19 settembre 2005 al 6 febbraio 2006, ed in Italia su Fox dal 11 aprile al 20 giugno 2006, e su Italia1 dal 7 luglio al 1 settembre 2007 su Italia1 (benedetta Wikipedia). La serie è stata annullata dopo la prima stagione, che però ha una conclusione non male. La serie si chiama SURFACE e, a mio parere, è mediocre. Però…

e qui vi lascio, ve ne parlo al prossimo articolo, così sono costretto a continuare; avevo detto che avrei aiutato il blog no?

Furbo Andrea, ammazza!!!


una frangia persa

mercoledì, maggio 28, 2008

Dall’autore di Lost, l’ormai noto e mitico J.J. Abrams, che sembra monopolizzare il nuovo senso della tv metafisicamente stimolante, uscirà in autunno sulla rete Fox un nuovo serial, Fringe, che vedrà l’agente speciale dell’FBI Olivia Dunham indagare sull’orribile morte di un intero equipaggio del volo Flight 627. Chi può aiutarla è il dottor Walter Bishop, che però è rinchiuso in manicomio. L’unico modo per interrogarlo è passare tramite suo figlio Peter.

Ciò che lentamente emergerà dall’indagine porterà ad una sconvolgente verità.

Che dire, le premesse per una buona opera ci sono tutte, e poi c’è il nome di Abrams, che in effetti deve però sopportare il peso di una aspettativa smisurata.

Speriamo non si…”perda” 


Mad Men

domenica, maggio 11, 2008
Segnalo agli attenti estimatori del linguaggio cine-televisivo, che porta il cinema di qualità nello schermo casalingo della tv, la serie Mad Men, in onda da un paio di settimane sul canale Cult della solita piattaforma Sky (ormai sembra che tutto l’intrattenimento di livello sia lì).
La serie è ideata da uno degli autori de I soprano e narra le vicende, con allegati personaggi collaterali, di Don Draper, direttore creativo dell’agenzia pubblicitaria Sterling Cooper. Ambientata negli anni ’60, la serie indaga un mondo spesso preda di banalizzazione (o meglio distorsione) mediatica, l’errore che porta a vedere i mestieri creativi come tutta gioia di vivere, semplicità, divertimento, in una parola: figaggine esistenziale in cui ognuno vorrebbe essere.
Il cupo respiro di questa serie invece rende un mondo a cavallo tra un posizionamento femminile ancora casalingo/segretariale ed una volontà, ancora tiepida ma in rapida ebollizione, di emergere da una società “uomo-centrica”, e regala un fascino tutto nuovo ad un’opera che non a caso ha vinto due Golden Globes nel 2007, e che speriamo sempre di poter vedere in qualche produzione nostrana, oscillante ancora troppo spesso tra il melodrammone storico e la maresciallata all’italiana, con musichettina e bellocci in divisa.

per chi vuole ancora appassionarsi a puntate