nuove linee guida per la Legge 40

giovedì, maggio 8, 2008

Il ministro della Salute uscente, Livia Turco, ha firmato l’11 Aprile scorso il decreto che aggiorna la legge 40, che disciplina la fecondazione assistita, con nuove direttive, così come prevede la legge stessa, che chiede ogni tre anni una revisione.
Il CSS (Consiglio Superiore della Sanità) ha approvato il 9 Aprile il testo proposto per la revisione dal Ministero della salute, ed ora è in vigore.
I punti basilari rimangono inalterati: possono ricorrere alla fecondazione assistita le coppie con problemi di sterilità, non è ammessa la fecondazione eterologa, con ovuli o spermatozoi non appartenenti ai genitori, e si possono impiantare al massimo tre embrioni, che non si possono conservare né distruggere, né naturalmente essere cavie per esperimenti.
Le novità più importanti sono l’annullamento del divieto di diagnosi pre-impianto, naturalmente se fatto non con intenti eugenetici (per far nascere un fisico di Brad Pitt con cervello di Einstein).
Ora, c’è un problema: pare che con l’impianto di soli tre ovociti, come obbliga la lagge, sia praticamente impossibile fare la diagnosi. Anche il Tar lo ha sottilineato e ora si attende il parere della Consulta.
Poi, da oggi anche se l’uomo ha malattie sessualmente trasmissibili si può ricorrere alla fecondazione assistita, perchè considerabile infertile.
Altro problema: rimangono fuori dalla questione le coppie che sono portatrici sane di malattie genetiche, e che dunque correrebbero anche loro il rischio di generare un figlio malato.
Ancora novità, si prevede che ogni centro di procreazione assistita assicuri un supporto psicologico alla coppia.

Insomma, qualche piccolo passo ogni tanto si fa, seppure con qualche contraddizione. Speriamo di poter vivere prima o poi in un Paese da cui non ci si debba sempre allontanare per soddisfare esigenze indispensabili per il benessere vitale. E che la chiesa stia zitta su temi che non riguardano strettamente santini e stigmate!

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