Genuta #38

mercoledì, maggio 13, 2009

genuta logoEccoci con la nuova puntata del mio romanzo d’appendice: Genuta.

In questa Genuta, corrosa dalla rabbia, è giunta nella tana del Male, dove un incontro avrà conseguenze inaspettate…

I vostri occhi vi ringrazieranno.

Vi stimo

andrea

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incartapecorito

giovedì, maggio 7, 2009

L’aggettivo, che quasi tutti usiamo ma che credo in pochi sappiamo da dove proviene, discende da cartapecora, la cui definizione riporto da “Garzanti linguistica”:

pelle di pecora, di capra o d’agnello conciata in modo da ottenere una membrana liscia e di colore chiaro che si usa per scriverci, rilegare libri ecc. | faccia di cartapecora, (fig.) incartapecorita, secca e grinzosa

Io non lo sapevo, e così lo condivido.


Genuta #37

giovedì, maggio 7, 2009

genuta logoCari amici e fan, è on line sul mio sito personale, andreaorlando.name, la nuova puntata del mio romanzo d’appendice. In questa, Genuta è giunta alla radura, alla fine del suo viaggio; ciò che troverà sarà la risposta…

I vostri occhi vi ringrazieranno.

Vi stimo.

andrea


Ma non è vero che sei sbagliata

sabato, maggio 2, 2009

Carousel

sabato, maggio 2, 2009

Questo è uno spot dal titolo che vedete in alto per il nuovo televisore della Philips. Beh, non dico nulla…


Questa è la domanda

venerdì, maggio 1, 2009

Per chi non crede più che l’Italia possa realizzare film diversi dalla storia di mafia, dalla commedia che della comicità italiana di un tempo non ha più neanche i titoli di coda, o dal drammone socio/adolescenziale con attoroni che se la tirano tanto da rompere la pellicola; per tutti coloro che hanno voglia di dire “ah, finalmente, un film ben fatto”, è uscito nelle sale Questione di cuore, di Francesca Archibugi (Mignon è partita, Il grande comcomero, L’albero delle pere, Lezioni di piano).

Attori principali: Kim Rossi Stuart, Antonio Albanese e Micaela Ramazzotti. Prima, più viscerale impressione: gli attori sono bravissimi, e con questo non intendo che sanno piangere ma che, semplicemente, quando dicono “ciao, come stai?” non distingui se stanno recitando o se parlano con un loro amico e sono ripresi di nascosto. La storia è commovente ( tratta da un romanzo di Umberto Contarello, Una questione di cuore) insegna ed è raccontata più per gesti e sguardi (ecco che l’attore diventa il Protagonista nel senso più puro) che per dialoghi, dunque si avvicina all’ontologia del cinema sempre più dimenticata o corrotta da un uso eccessivo della parola.

La magia è proprio qui, che non servono poi così tante battute per far ridere o tante belle parole per far piangere.

Tutto viene affidato alla visione delle reazioni dei personaggi alle emozioni, viene affidato ai loro ricordi, all’immaginazione che noi, spettatori onnivori, siamo nel privilegio di vedere (guardatevi la scena in cui Kim dice a Antonio “ecco, mo’ mi sa che hai capito”, ti tocca lì dove troppo poco le emozioni riesco ad arrivare, e contate quante parole si sono detti!), ai piccoli simboli quotidiani di due realtà opposte che si incrociano con rispetto sempre maggiore. Ecco perché il film non stufa, non annoia, fa ridere e poi ti vela gli occhi; in una parola, ecco perché funziona, perché rispetta il mezzo che racconta la storia: l’immagine. E questo lo può fare solo con una ammirevole intesa tra regista e attori.

Kim Rossi Stuart versione romana de’ Roma è magnifico.

Antonio Albanese è vero come una corsa per strada di notte.

Micaela Ramazzotti si avvicina alle nostre Signore Loren, Lollobridiga, Magnani.

Giudizio stretto: da vedere. Puoi pensare di prenderlo in dvd a non più di 9,90€