Cari amici e lettori di Genuta, continua la pubblicazione ormai regolare delle puntate il Martedì. Siamo alla 19sima. La storia va avanti, e la svolta appena avvenuta nell’avanzata di Ramon e Genuta verso la liberazione dalla prigionia della protagonista che dà il nome al titolo, e che porta dentro di sé i caratteri di una umanità sempre più disillusa, ma pronta a reagire, dicevo questa svolta nella narrazione porta il racconto ad un superiore livello di avvenimenti e di sensazioni.
A volte mentre scrivo mi sento davvero in balia di un differente modo di vedere e di percepire la realtà che mi circonda, e poiché la sensazione è delle più analizzate da fisici, metafisici, psicologi e psichiatri, è inutile che ne parli io, in termini analitici, sebbene credo sia sempre utile che ne parli per tornare a ragionarci, ognuno con le proprie pause e direzioni di riflessione. Dico ciò perché scrivere e leggere una storia è l’atto più semplice e potente che esista. Veramente, senza sotterfugi, noi non siamo più qui davanti al computer.
Leggete così e sarete vivi. Come spesso vi ricordo: i vostri occhi ve ne saranno grati.
Vi stimo
messaggio dedicato all’aumento del bisogno di lettura. Creare bisogni è uno degli strumenti del marketing; se proprio dobbiamo cedere al consumismo, facciamolo con i libri. Leggere attentamente il foglio illustrativo, la somministrazione può aprire canali inespressi dell’Io. Ulteriori informazioni su www.andreaorlando.name
Ci sono alcune cose che proprio non riesco a memorizzare: non so se dipende da un rifiuto dell’argomento, che iinvece mi interessa moltissimo, o da una degenerante condizione mnemonica per cui più di un giorno non riesco a ricordarmi alcune cose che vorrei. In ogni caso, con l’argomento della Guerra nel Vietnam ciò è imbarazzante. Ogni volta che mi informo un poco per ricordarmi almeno quali sono gli schieramenti e in quale parte del Vietnam vanno collocati, senza pretendere troppo per date e nomi, non riesco mai a tenermi a mente l’informazione per almeno un mese. Dopo una settimana già sto girando Memento (chi ha visto il film capirà, chi non lo ha visto corra a vederlo). Dunque, ho deciso di ridurre in due righe almeno le condizioni di partenza della Guerra e gli schieramenti:
La Guerra di Indocina (1946-1954), in cui i Francesi combattono appoggiati dagli Stati Uniti per riprendersi la colonia in Indocina, finisce con la Conferenza di Ginevra (26 aprile – 21 luglio 1954) e con il dividere la zona in tre aeree: Laos, Cambogia e Vietnam.
Quest’ultimo viene diviso ulteriormente in due lungo il 17° parallelo:
- il Vietnam del Nord è sotto il controllo sovietico, ha capitale ad Hanoi ed ha una repubblica democratica guidata da Ho Chi Minh
- il Vietnam del Sud è sotto il controllo americano, ha capitale a Saigon ed è guidato da Ngo Dinh Diem.
Si sarebbero dovute tenere elezioni libere per unificare la nazione, ma né gli Usa né i due Vietnam firmarono l’accordo. Il FLN, Fronte di Liberazione Nazionale (Viet Cong) guida l’insurrezione contro il Sud americano. Gli Stati Uniti iniziano ad inviare “consiglieri” militari, l’Urss e la Repubblica Popolare Cinese si schierano con il Nord. Da qui parte tutto.
Porca miseria mi devo ricordare queste premesse, perché non posso ancora sentire parlare di Vietnam e non ricordarmi mai le basi.
Ecco qui il primo post, per darvi il benvenuto e per tentare di scongiurare il fenomeno “vedo e mai più torno” dicendovi che aggiornerò spesso lo spazio blog, così da dare un senso a questa vita virtuale, anche se questa vita un senso non ce l’ha. Senza perdere tempo vi dico subito di non tralasciare nulla nella home page: c’è qualcosa che potrebbe sfuggirvi e magari vi interessa…Poi, io sono un amante della precisione linguistica, e vi segnalerò ogni tanto regolette e informazioni che prendo qua e là, e con cui possiamo costruire insieme una solida preparazione grammaticale, che pare ormai sfuggire dalle mani e dalle menti di moltissime persone. Questo perché ho profondamente a cuore il compito di migliorare nella scrittura e di conseguenza di migliorare chi mi legge, cercando di rispettare di più la meravigliosa lingua italiana. In effetti sono tutte informazioni che troverete in rete, ma il bello del blog è che c’è qualcuno, un gate-keeper, che filtra le notizie per voi e ve le propone, in una comunità che nel corso del tempo condivide ciò che viene selezionato e torna a guardare cosa viene scelto di volta in volta dal mondo. Poi: io scrivo, e questo immagino si veda. Con questo però intendo anche che scrivo storie, racconti, sceneggiature e soggetti, di cui troverete traccia nella sezione “scritti” come avrete immaginato, e questo blog potrebbe essere un buon modo per ricevere commenti sulle mie creazioni, se le leggerete (leggetele dai…e dai!!!). Detto ciò, vi voglio bene solo perché avete letto queste righe. A presto.
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88migliaorarie
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il mio sito_racconti, sceneggiature e romanzi
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oggi guardo qui…
Era così la vita? Fotografo ambulante, ricercatore semidisoccupato e medico mal pagato, esule permanente, sposo temporaneo e poco entusiasta, avventuriero da fine settimana, scrittore di lettere, di poesie e di diari sempre privati? Si, e qualcosa di più. [...] Ma Ernesto Guevara, che ha appena compiuto ventisette anni e che teme di stare impigrendo senza il suo vagabondare latinoamericano, è sul punto di cominciare a percorrere un'insolita strada. Paco Ignacio Taibo II - Senza perdere la tenerezza
---- Potevo andare avanti soltanto tenendo conto della "natura" e accordandole la mia fiducia; soltanto considerando il mio mostruoso cimento come una spinta in una direzione insolita, ovviamente, e spiacevole, ma che dopotutto richiedeva, per farvi discretamente fronte, soltanto un altro giro di vite alla comune virtù umana.
Henry James - Il giro di vite
---- Ma allora danzavano lungo le strade leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso come ho fatto tutta la mia vita con la gente che m'interessa, perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno "Ooohhh!"
Jack Kerouac - Sulla strada
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