L’aggettivo, che quasi tutti usiamo ma che credo in pochi sappiamo da dove proviene, discende da cartapecora, la cui definizione riporto da “Garzanti linguistica”:
pelle di pecora, di capra o d’agnello conciata in modo da ottenere una membrana liscia e di colore chiaro che si usa per scriverci, rilegare libri ecc. | faccia di cartapecora, (fig.) incartapecorita, secca e grinzosa
In un articolo del Los Angeles Times alcune businesswomen attaccano l’imminente iphone, la cui nuova versione esce l’11 Luglio anche in Italia.
Il problema? Essendo l’iphone un multitouch, cioè utilizzante una tecnologia che non prevede tasti ma il tocco dello schermo per lanciare i comandi, le donne con le unghie lunghe non riescono a toccare comodamente lo schermo per inviare i comandi. Stesso problema per le persone con le dita grosse: toccare un tasto virtuale diventa complicato.
Ora, c’è una soluzione a tutto ciò, secondo me:
NON VE LO COMPRATE!
E’ un telefonino fatto non per voi donne con le unghiette lunghe, finte, colorate, con i puffi disegnati, da 100€ l’una, che se si spezzano distruggono un’intera giornata e che per essere ricostruite devono aspettare giorni e giorni perché l’”unghiettara” è sempre piena con gli appuntamenti.
Anche a voi, cari uomini e donne dalle dita grosse, dico che l’iphone non fa per voi!
Io non mi vado a comprare un cappellino che non mi entra in testa solo perché è l’unico con quel design. Me ne faccio una ragione.
l’Icann, la società che assegna nomi e numeri identificativi sulla rete, ha annunciato ieri, durante l 32esima riunione dell’organizzazione, che Giovedì potrebbe approvare la liberalizzazione dei nomi per i domini in rete.
Se così fosse, dal 2009 si potrebbero registrare nomi di qualsiasi tipo ed in qualsiasi lingua per le estensioni dei siti. Fino ad ora ci sono circa 250 estensioni, in continuo aggiornamento (vedere per esempio quella del mio sito andreaorlando.name), e la liberalizzazione sarebbe certamente una rivoluzione. Pensate a domini .crogiuolo, .metempsicosi, .teioaroaoia, insomma un casino!
Io non credo che sia una buona idea, anche in riferimento alle infinite possibilità di falsificazione dei siti ufficiali delle marche, come segnala l’articolo di Repubblica che riporta la notizia.
Da mercoledì YouTube avrà una stanza per promuovere film indipendenti. Ogni settimana quattro film di registi poco noti saranno ospitati nel sito, ed ognuno di essi potrà decidere se inserire un pulsante per l’acquisto del dvd o per scaricare a pagamento il film.
Non male, visto che ora come ora il cinema è materia da Rete e le sale sono sempre più prive dell’attrattiva magica del rito collettivo del film-viaggio nell’Altrove. Il business dunque non può che seguire le dinamiche del mercato.
Naturalmente parlo per gli altri, io AMO la sala cinematografica come esperienza prima che come luogo dove vedere una storia. Pertanto lancio un appello.: quando il tempo lo consente, ed almeno una volta a settimana, andate al cinema, anche soli. Perché il film non è solo pellicola, ma anche l’andare in sala, il sedersi, il guardarsi intorno, lo spegnersi delle luci, l’assaporare i titoli di testa, e l’entrare nel mondo visivo. Non facciamo morire la Sala. E’ troppo bella!
Mercoledì scorso una signora passeggiava tranquilla sulla spiaggia, in una poetica immagine da romanzo rosa, rotta improvvissamente da un ritrovamento: un piede umano mozzato, in una scarpa da tennis.
E’ accaduto a Vancouver, in Canada, dove questo è il sesto piede mozzo ritrovato dallo scorso Agosto ad oggi, tutti sotto esame per scoprire eventuali connessioni tra le vittime cui appartenevano i piedi. Non si capisce se si tratta di un serial killer, di un puro caso di correnti che trascinano a riva pezzi di corpi da chissà dove, o un ritrovo per piedi passati a miglior vita, datisi appuntamento per costruire una spoon river tutta per loro.
Mi vengono in mente, così, per collegamento ipertestuale, i miei due tentativi di guardare Saw III, interrotti entrambi a tre minuti dall’inizio. Chissà se da qualche parte c’è un Jigsaw sadico e diabolicamente intelligente che si sbarazza delle vittime dei suoi giochetti in mare, magari nascosto in una cabina sottomarina impossibile da rintracciare.
Oggi è il giorno della volpe: Mozilla rilascerà in giornata la terza versione del Browser Firefox, che ormai ha quasi eguagliato il concorrente più diretto Explorer.
Ve l’avevo già anticipato, è importante scaricarlo oggi per contribuire al conteggio per il guinness dei primati nel numero di download in una sola giornata. Io sono alla postazione, pronto a cliccare appena disponibile. Nel frattempo uso la versione pre-definitiva e vi posso dire che già così è fantastico!
Per il link, andate sull’home page del mio sito andreaorlando.name, che potete trovare stabilmente in alto a destra in questo blog. Nella home minimalista del sito trovate il link per scaricare il volpino…
Il primo DRIVE-IN fu aperto il 6 Giugno del 1933 nell’Admiral Wilson Boulevard, Airport Circle in Pennsauken, dalla società di Richard M. Hollingshead, Jr, che si narrà abbia pensato alla grassa mamma e a come farla stare più comoda di quando sedeva sulle poltrone del cinema. La frase che pubblicizzava il nuovo intrattenimento era: “Tutte le famiglie sono le benvenute, senza preoccuparsi di quanto siano rumorosi i propri bambini!”.
L’idea venne dai Drive-In Restaurant, di cui abbiamo una squallida ripresa nei nostri McDrive moderni e miseramente sconosciuti. Ebbe un apice nel ‘58 circa con più di 4000 sale. Inizialmente c’erano altoparlanti vicino allo schermo che costringevano a tenere abbassati i finestrini, poi colonnine da cui prelevare le casse acustiche da inserire nell’auto infine, con il boom delle autoradio nei ‘70, arrivò la sintonizzazione radiofonica. Negli ‘80 comincia il declino anche a causa delle videocassette, ed ora rimangono poche centinaia di sale, almeno negli Stati Uniti (636 Schermi al Luglio 2007 secondo la U.D.I.T.O.A., l’Associazione di proprietari di Drive-In).
In Italia ce ne sono solo tre, a Foggia, Pozzuoli (NA), e Pontecagnano (SA), e intanto gli schermi dove vedere film diventano sempre più piccoli, tascabili, sterili, isolanti.
Mi sarebbe davvero piaciuto vivere in quel periodo in America, gli anni ‘50 dei balli, dei corteggiamenti solo apparentemente educati, dei colori, della prime marche mondiali, dei primi status symbol, dei JukeBox…e dei vetri appannati davanti ad uno schermo in una pianura dove decine di auto si scaldavano d’amore osservate dai divi del grande schermo.
Il lavoro di restauro di alcune società europee specializzate nel recupero di vecchi film è ora disponibile on-line al sito europafilmtreasures.eu.
Le proto-pellicole, anche del 1898, sono state digitalizzate ed ora sono visibili gratuitamente ed in streaming, per la gioia di chi ha la passione di cercare cimeli così vecchi che prima dell’era digitale non potevi vedere se non a prezzo di faticosissime ricerche.
Per ora ci sono solo cinquanta film, anche uno italiano (Farfale, 1907) e, guardandoli bene, in una stanza buia, concentrati, sembra di sentire il rumore del proiettore dei Lumière mettersi in moto per far sfrigolare emozioni…
Ah, il cinematografo: la più grande invenzione dopo gli occhi…
Al momento state guardando gli archivi per la categoria curiosità.
88migliaorarie
Questo ti dice dove stai andando;
questo ti dice dove sei;
e questo ti dice dov'eri.
il mio sito_racconti, sceneggiature e romanzi
andreaorlando.name
oggi guardo qui…
Era così la vita? Fotografo ambulante, ricercatore semidisoccupato e medico mal pagato, esule permanente, sposo temporaneo e poco entusiasta, avventuriero da fine settimana, scrittore di lettere, di poesie e di diari sempre privati? Si, e qualcosa di più. [...] Ma Ernesto Guevara, che ha appena compiuto ventisette anni e che teme di stare impigrendo senza il suo vagabondare latinoamericano, è sul punto di cominciare a percorrere un'insolita strada. Paco Ignacio Taibo II - Senza perdere la tenerezza
---- Potevo andare avanti soltanto tenendo conto della "natura" e accordandole la mia fiducia; soltanto considerando il mio mostruoso cimento come una spinta in una direzione insolita, ovviamente, e spiacevole, ma che dopotutto richiedeva, per farvi discretamente fronte, soltanto un altro giro di vite alla comune virtù umana.
Henry James - Il giro di vite
---- Ma allora danzavano lungo le strade leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso come ho fatto tutta la mia vita con la gente che m'interessa, perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno "Ooohhh!"
Jack Kerouac - Sulla strada
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