Vicky Cristina Barcelona (Juan Antonio e Maria Elena)

Che piacere godersi il nuovo (da match point in poi) Woody Allen. Perché è libero, perché è sapientemente disinibito, perché osserva e pare ridersela mentre tentiamo di dargli del genio per questa e per quella scelta cinematografica. Questo è un film sull’amore, no un momento, sul non-amore, o sull’amore vero, sul tradimento, sull’erotismo, sul fascino. Dopo tutto, è un film che ti fa ridere per i tempi e per il paradosso delle situazioni (se riflettiamo così poco da capire che in fondo non c’è nulla di estremo, se la vita vera lo è); è un film che ti fa piangere se vai oltre e vedi come siamo ridotti noi flaccidi occidentali in lacoste ed iphone; è un film che è giusto così definire tragicomico, che è da sorseggiare come un’orzata d’estate, che probabilmente non ha nulla da insegnare visto che sappiamo tutti cosa c’è di male nello sposare un omino bellino ed educatamente convenzionale. Vicky Cristina Barcelona potrebbero essere i vertici di un triangolo che diventa quadrilatero, rimanendo triangolo (vicky e maria elena si passano il vertice), e che ci ricorda senza troppa speranza che tutti noi abbiamo bisogno di vivere, perché che a sopravvivere possono pensarci le tartarughe che devono arrivare fino al mare. Ma una volta ricordato, ahimè, Woody sa che ritorneremo alla nostra automobile incasellata nel traffico, e hai voglia a dire che tutti noi vorremmo in fondo morire di passione per javier e morire per mano di penelope. Molti di noi rimarranno sempre qui.

Detto ciò, è inutile dire che ottima scelta di attori e che ottima colonna sonora, in effetti Woody genio lo è. Ma non ditemi che non vi piace perché anni fa avete visto un pezzettino di Manhattan e lui balbettava troppo. Andate a vedere il nuovo scatenato Woody, e mi direte…un momento, se cercate la storia con colpi di scena ed un finale con morale e senso compiuto altrimenti poi non capite che senso ha raccontarla, cambiate sala.  Non sia mai che non dormite per l’incompletezza di una pellicola nel marasma di non-sense delle nostre azioni quotidiane…

nota: potrebbe funzionare l’approccio diretto di Juan Antonio? In fondo si dice sempre che l’ipocrisia si infila in ogni contesto.

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